Pacchi extra UE sotto i 150 euro: slitta al 1° luglio la tassa sui piccoli acquisti online

Il Governo italiano ha deciso di rinviare l’entrata in vigore della tassa da 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra Unione Europea. La misura, inizialmente prevista per il 1° gennaio, entrerà in vigore il 1° luglio.

Il rinvio era atteso dagli operatori del settore e-commerce, che avevano evidenziato fin da subito criticità applicative e possibili effetti distorsivi.

La tassa nasceva con un duplice obiettivo: aumentare le entrate fiscali e limitare l’acquisto di prodotti a basso costo da Paesi extra UE, in particolare dalla Cina.

Negli ultimi anni, piattaforme come Shein, Temu e AliExpress hanno ampliato rapidamente la loro presenza in Europa, mettendo sotto pressione i merchant locali. Il fenomeno solleva questioni legate alla concorrenza, ma anche a sostenibilità ambientale, qualità dei prodotti e rispetto delle normative.

L’Elusione della tassa

Uno dei principali limiti della misura italiana riguarda la sua applicabilità concreta.

Le grandi piattaforme avrebbero potuto aggirare facilmente la tassa spedendo i prodotti verso altri Paesi europei e successivamente inoltrandoli in Italia. All’interno dell’Unione Europea, infatti, non esistono controlli doganali tra Stati membri.

Questo avrebbe reso la misura poco efficace proprio nei confronti dei grandi operatori internazionali, rischiando invece di colpire soprattutto spedizioni dirette e operatori più piccoli.

Il passaggio a una soluzione europea

Il rinvio al 1° luglio è legato all’introduzione di una misura analoga a livello europeo.

L’Unione Europea sta infatti lavorando a un sistema uniforme che prevede un contributo di circa 3 euro per pacco, valido in tutti gli Stati membri. L’obiettivo è evitare distorsioni tra Paesi e rendere più difficile l’elusione attraverso triangolazioni logistiche.

Si tratta di un intervento che si inserisce nel più ampio percorso di regolazione dell’e-commerce cross-border e dei grandi marketplace internazionali.

Impatti per merchant e consumatori

Per le imprese italiane ed europee, il tema resta centrale.

Una misura armonizzata potrebbe contribuire a riequilibrare la concorrenza, soprattutto nei confronti di operatori che oggi beneficiano di vantaggi logistici e fiscali. Allo stesso tempo, restano aperti interrogativi sull’impatto per i consumatori e sull’effettiva efficacia del sistema.

Redazione Linea e-Commerce

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