L’era del reso a pagamento: perché nel 2026 restituire non è più gratis

Il “Returnuary” (il gennaio dei resi) ha presentato conti insostenibili. I grandi player del fashion e dell’elettronica stanno introducendo in massa commissioni per chi rimanda indietro la merce. È la fine di un tabù.

Il pacco torna indietro, il margine sparisce. È l’equazione che sta togliendo il sonno ai direttori finanziari dell’e-commerce. Secondo i dati preliminari di gennaio 2026, il tasso di reso nel settore Fashion ha toccato punte del 35%. Per ogni tre capi venduti, uno rientra in magazzino.

Il problema non è solo il rimborso. È la logistica inversa: il corriere che passa a ritirare, il controllo qualità manuale (il capo è stato usato?), la ricondizionatura, la rimessa a stock. Si stima che processare un reso costi all’azienda tra i 10 e i 20 euro. Su un maglione da 50 euro, significa azzerare il guadagno di tre vendite successive.

Dopo anni di “Free Returns” usati come leva di marketing, il pendolo è tornato indietro. Seguendo la scia tracciata da Zara e H&M, anche i marketplace generalisti e le medie imprese italiane stanno introducendo la “Return Fee”. Non si tratta di vietare il reso (diritto sancito dalla UE), ma di addebitare il costo del corriere per il ritiro (solitamente tra i 3,90€ e i 5,90€), lasciando gratuito solo il reso in negozio fisico.

I primi dati dimostrano che l’introduzione di una piccola fee riduce i resi del 15-20% senza crolli drammatici nelle vendite. Funziona da deterrente per il bracketing (comprare le taglie S, M e L sapendo già di renderne due). “Il reso gratuito è stato una droga per il mercato”, spiegano dal Politecnico di Milano. “Ha diseducato il consumatore. Reintrodurre un costo, seppur simbolico, riporta responsabilità nell’atto d’acquisto”. Per gli e-commerce italiani, il 2026 sarà l’anno in cui il reso smette di essere una voce di marketing e torna a essere una voce di costo da controllare ferocemente.

Redazione Linea e-Commerce

Lo spazio dedicato all'informazione, alle notizie e a tutti gli aggiornamenti sul mondo del commercio elettronico

Non ci sono ancora commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.