Resi sì, ma sostenibili

La possibilità di reso è uno strumento attrattivo per i potenziali consumatori e permette di semplificare il processo di acquisto. Ma spesso i benefici del consumatore nascondono conseguenze poco sostenibili.

Una ricerca di Optoro ha dimostrato che risulta più efficiente disfarsi della merce resa piuttosto che immetterla nuovamente sul mercato. Solo nel 2020 negli Stati Uniti 2,6 milioni di tonnellate di merce resa è finita nelle discariche e sempre nello stesso anno il processo di spedizione dei resi ha causato emissioni di Co2 equivalenti alle emissioni generate dalla fornitura di energia elettrica annua per 2 milioni di abitazioni.

Impatto economico

Se nella maggior parte dei casi i resi sono gratuiti per i consumatori, non è così per le imprese: secondo quanto riportato da SendCloud, devono sostenere un costo di circa 6 euro a prodotto. In questo modo a risentirne maggiormente sono i piccoli venditori online, costretti ad adeguarsi al mercato per rimanere competitivi. Negli Stati Uniti inoltre nel 2021 sono stati stimati resi per un valore pari a 207 miliardi di dollari di vendite perse.

Come diminuire i resi, qualche accorgimento

Rendere i resi più sostenibili e aumentare la consapevolezza del consumatore nel suo processo d’acquisto sono le uniche soluzioni per ridurre l’impatto ambientale e gli ingenti costi per le imprese.
In passato l’approccio ai resi era diverso, l’obiettivo era gestirli in maniera più efficiente e immediata possibile per semplificare il processo post acquisto del consumatore.

Oggi diventa necessario, alla luce delle conseguenze negative che genera, capire l’origine del problema e risolverlo.

  1. Conoscere le opinioni dei clienti attraverso social media, recensioni e altri canali permette di acquisire feedback e informazioni importanti per le aziende che su questa base potranno modificare la strategia e adeguarsi alle esigenze e bisogni del consumatore.
  2. Prodotti non danneggiati: è fondamentale verificare che i prodotti arrivino a destinazione conformi e senza difetti, per evitare resi a causa di prodotti danneggiati. Questo implica utilizzare un packaging adeguato al tipo di prodotto offerto. Se per capi d’abbigliamento non è un aspetto rilevante, lo è sicuramente per la consegna di beni ingombranti come tv, frigoriferi o beni delicati (vasi in cristallo, quadri, ecc.).
  3. Packaging sostenibile: riutilizzare il packaging potrebbe essere un’opzione per ridurre gli sprechi, Inoltre ridurre di 2 o 3 mm lo spessore della busta apporta un risparmio di tonnellate di materiale ogni anno.
  4. Migliorare l’esperienza degli utenti: l’utilizzo di strumenti innovativi come la realtà aumentata permette al consumatore di essere più consapevole della scelta e ridurre al minimo la probabilità di ripensarci. Nel settore abbigliamento è fondamentale fornire una tabella dettagliata delle misure, ma anche immagini ad alta qualità e realistiche possono fare la differenza. Il ceo di MySideID Ronen Luzon afferma che l’utilizzo dei loro sistemi ad elevato apporto tecnologico per definire correttamente la taglia riduce i resi fino al 60%.
  5. Innescare un cambiamento nel comportamento dei consumatori: aumentare la loro consapevolezza circa l’impatto negativo dei resi e offrire loro soluzioni più sostenibili potrebbe contribuire a una riduzione di resi, ma solamente in situazioni eccezionali.
Redazione

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