Pagamenti Online 2026: quando la password non basta più, arriva la “Biometria Comportamentale”

La battaglia tra guardie e ladri nel mondo digitale non finisce mai. Appena i sistemi di autenticazione a due fattori (2FA) sono diventati standard, i truffatori hanno imparato ad aggirarli con tecniche di Social Engineering sempre più sofisticate o utilizzando bot basati su IA capaci di simulare il comportamento umano. Per questo, il 2026 segna l’abbandono definitivo dei metodi di verifica statici (password, PIN) a favore di quelli dinamici e invisibili: la Biometria Comportamentale.

Non chi sei, ma come ti muovi

I nuovi protocolli di sicurezza, spinti dalle direttive europee post-PSD3, non chiedono più all’utente di “fare qualcosa” (inserire un codice), ma lo osservano mentre lo fa. I moduli antifrode integrati nei gateway di pagamento moderni analizzano centinaia di micro-segnali in tempo reale:

  • La velocità di digitazione sulla tastiera.
  • L’angolazione con cui si tiene lo smartphone (grazie al giroscopio).
  • La pressione del tocco sullo schermo.
  • Il movimento del mouse.

Un bot, per quanto avanzato, ha un pattern di movimento troppo “perfetto” o troppo rapido. Un umano ha delle imperfezioni uniche. Se il sistema rileva un’anomalia biometrica (es. il mouse si muove in linea retta perfetta verso il tasto “Paga”), blocca la transazione anche se la password è corretta.

Tokenizzazione 2.0

Parallelamente, si sta diffondendo la Network Tokenization. Invece di salvare il numero della carta di credito (PAN) nel database del merchant (rischioso in caso di data breach), viene creato un token univoco gestito direttamente dal circuito (Visa/Mastercard). Questo token è inutilizzabile se rubato, perché è legato a quel specifico merchant e a quel dispositivo. Per i negozianti, significa meno responsabilità sulla compliance PCI-DSS e tassi di approvazione più alti, perché le banche si fidano di più dei token che dei numeri di carta grezzi.

Investire in sicurezza nel 2026 non è più solo una questione di evitare chargeback, ma di garantire che il cliente reale riesca a pagare senza frizioni, mentre l’IA blocca silenziosamente tutto il resto.

Redazione Linea e-Commerce

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