La Commissione europea contesta alla piattaforma di non aver valutato e ridotto adeguatamente i rischi legati alla vendita di prodotti contraffatti, pericolosi o non conformi. AliExpress annuncia di voler valutare un ricorso.
La Commissione europea ha inflitto ad AliExpress una sanzione da 550 milioni di euro per la violazione degli obblighi previsti dal Digital Services Act, il regolamento europeo sui servizi digitali.
Secondo Bruxelles, la piattaforma non avrebbe valutato e affrontato con sufficiente attenzione i rischi derivanti dalla diffusione di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti attraverso il proprio marketplace. La decisione, annunciata il 20 luglio 2026, rappresenta la sanzione più elevata applicata finora nell’ambito del DSA.
Non soltanto singoli prodotti irregolari
La contestazione non riguarda esclusivamente la presenza di alcuni annunci illegali. Al centro del provvedimento c’è il modo in cui AliExpress avrebbe organizzato i propri sistemi di controllo e prevenzione.
La Commissione ritiene che la piattaforma non abbia identificato adeguatamente i rischi connessi alla vendita di articoli come abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri e cosmetici potenzialmente pericolosi. Anche le misure adottate per individuare e rimuovere questi prodotti sarebbero risultate insufficienti.
Il Digital Services Act richiede infatti alle piattaforme online di dimensioni molto grandi di analizzare i rischi sistemici generati dai propri servizi e di introdurre misure concrete per limitarli. Tali obblighi comprendono anche la protezione dei consumatori, la verifica dei venditori e il contrasto alla diffusione di beni e contenuti illegali.
AliExpress rientra tra le cosiddette Very Large Online Platforms, avendo circa 104,3 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione europea, secondo i dati pubblicati dalla Commissione.
Un procedimento iniziato nel 2024
L’indagine formale era stata avviata nel marzo 2024 e riguardava diversi aspetti del funzionamento della piattaforma: gestione dei rischi, moderazione dei contenuti, sistema interno dei reclami, trasparenza della pubblicità, algoritmi di raccomandazione, tracciabilità dei venditori e accesso ai dati da parte dei ricercatori.
Nel giugno 2025 la Commissione aveva accettato e reso vincolanti alcuni impegni presentati da AliExpress per migliorare, tra le altre cose, la trasparenza degli annunci pubblicitari e dei sistemi di raccomandazione.
Nello stesso momento, tuttavia, Bruxelles aveva formulato una conclusione preliminare negativa sulla capacità della piattaforma di valutare e mitigare il rischio di diffusione di prodotti illegali. È proprio questa parte del procedimento ad aver portato alla sanzione da 550 milioni di euro.
AliExpress: «Sanzione sproporzionata»
AliExpress ha respinto le conclusioni della Commissione, definendo la multa sproporzionata rispetto alle misure adottate e agli investimenti effettuati in materia di sicurezza dei prodotti, valutazione dei rischi e tutela dei consumatori.
La società ha dichiarato di stare esaminando la decisione e di valutare tutte le opzioni disponibili, compreso un possibile ricorso.
La piattaforma dovrà inoltre presentare entro il 20 ottobre 2026 un piano d’azione contenente le misure necessarie per correggere le violazioni contestate. Un eventuale mancato rispetto della decisione potrebbe comportare ulteriori penalità periodiche.
Un segnale per tutti i marketplace
La decisione segna un passaggio importante nell’applicazione del Digital Services Act al commercio elettronico.
Le grandi piattaforme non vengono considerate responsabili soltanto della rimozione di un singolo annuncio dopo una segnalazione. Devono anche dimostrare di possedere sistemi, personale, procedure e tecnologie adeguati a prevenire e ridurre la diffusione dei prodotti illegali su larga scala.
Per i merchant europei la questione riguarda anche la concorrenza. Le imprese stabilite nell’Unione devono rispettare norme precise in materia di sicurezza, tracciabilità, etichettatura, garanzie e tutela dei consumatori. Se gli stessi obblighi non vengono applicati efficacemente ai prodotti commercializzati attraverso marketplace internazionali, si crea uno squilibrio a danno degli operatori che sostengono regolarmente i costi della conformità.
La multa ad AliExpress mostra quindi che l’Unione europea intende chiedere alle piattaforme un ruolo più attivo nella sorveglianza dei propri marketplace. Le dimensioni del catalogo e il numero elevato di venditori non possono, secondo la Commissione, diventare una giustificazione per controlli insufficienti.
La sfida sarà ora verificare se il provvedimento produrrà un miglioramento concreto dei sistemi di controllo e una riduzione effettiva dei prodotti pericolosi, contraffatti o non conformi raggiungibili dai consumatori europei.
