Internazionalizzazione e sviluppo digitale tra incognite e opportunità

L’internazionalizzazione come leva di successo e strumento di ripartenza post-pandemia, anche per l’eCommerce

Internazionalizzazione ed export

La pandemia da coronavirus ha indubbiamente stravolto gli indici di stima sull’andamento dell’economia globale, tanto da costituire un vero e proprio spartiacque tra il “prima” e il “dopo”. A livello internazionale, se il 2019 si era concluso con gli echi della guerra commerciale tra USA e Cina, poi parzialmente ricomposta con un accordo intervenuto a inizio 2020, nel nuovo anno lo tsunami pandemico ha costretto la gran parte delle realtà macro-economiche globali a fare i conti con lo spettro della recessione e a rivedere i piani di crescita.

In questa situazione, le problematiche connesse alla contrattura dell’export e allo sviluppo del mercato digitale hanno assunto rilevanza prioritaria.

Per quanto riguarda la realtà italiana, già alla fine del 2019 molti osservatori avevano parlato di un considerevole incremento dell’export nostrano di beni di consumo attraverso canali digitali, pur se ancora in percentuali relativamente contenute sull’export complessivo, soprattutto in comparazione con altri Paesi europei come, ad esempio, la Germania.

eCommerce in forte crescita

In queste ultime settimane si è molto parlato di una crescita notevole dell’e-Commerce sia a livello di vendite nazionali che internazionali, anche se è bene specificare che essa non ha interessato tutti i settori in modo omogeneo. Ad esempio, un incremento davvero rilevante è stato senza dubbio registrato dai settori dell’alimentare, del farmaceutico e del medico-sanitario. Per quanto riguarda in particolare quest’ultimo, e come AICEL ha avuto modo di appurare direttamente alla luce delle nuove richieste di associazione pervenute, non poche le aziende che si sono “reinventate”, o quanto meno riorganizzate, al fine di fornire online i dispositivi medico-sanitari più richiesti (come mascherine, prodotti igienizzanti ecc…).
Un aspetto interessante è che la gran parte di queste aziende, che magari prima non annoveravano lo sviluppo del commercio in forma digitale tra le loro priorità, sono determinate a continuare e anzi a dare preminenza all’e-commerce anche ad emergenza finita e per diversi loro prodotti.

La tendenza è ad ogni modo evidente, come ancora AICEL può confermare direttamente dal fatto che nel solo mese di maggio 2020 sono ben 53 le nuove aziende che hanno deciso di associarsi. Si tratta di realtà grandi e strutturate ma soprattutto di medie-piccole realtà locali. Anche qui, i settori più rappresentati sono il food, il medico-farmaceutico, ma anche il fashion e accessori.

Un piano per l’export e le competenze digitali

Un forte (e repentino) incremento del comparto digitale, tuttavia, richiede una risposta appropriata da parte dell’intero sistema economico, così da garantire uno sviluppo equilibrato.

Infatti, in questo periodo (pur con l’attenuante imprescindibile del suo carattere emergenziale) non pochi sono stati anche i problemi rilevati, come ad esempio nell’assicurare l’effettiva disponibilità di determinati prodotti e la tempestività di spedizioni e consegne, in particolare se destinate all’estero.

Per le piccole-medie imprese locali risulta necessario intervenire sulle carenze maggiormente rilevate dal nostro sistema, come la mancanza di competenze e strumenti digitali indispensabili in un mercato fortemente competitivo, soprattutto se ci si vuole aprire alle opportunità offerte dall’internazionalizzazione e dall’export. 

In tal senso saranno importanti anche gli interventi che a questo fine sapranno mettere in campo le istituzioni pubbliche: è notizia di questi giorni la firma alla Farnesina del così definito

, che sulla scorta delle indicazioni ricevute da operatori e associazioni di categoria (tra cui AICEL) ha l’ambizione di attivare interventi concreti per la ripartenza del Paese attraverso gli strumenti dell’export e della digitalizzazione.

Ma i particolari di questo “Patto” saranno oggetto di prossime e più approfondite analisi.

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