Chiudiamo questa settimana di grandi cambiamenti (da Rufus a Vibes, passando per le dogane digitali) con un concetto che riassume tutto: la AI Visibility.
Fino al 2024, l’obiettivo di ogni eCommerce Manager era la SEO: posizionarsi tra i primi 10 risultati blu di Google. L’utente cercava, scorreva, cliccava. Nel 2026, con l’esplosione dell’Agentic Commerce, l’utente non cerca più. Chiede. “Qual è la migliore macchina da caffè automatica sotto i 500 euro?” L’agente AI (che sia Gemini, Rufus o ChatGPT) non restituisce 10 link. Restituisce una risposta, una sintesi ragionata che raccomanda 1 o 2 prodotti al massimo.
Se il tuo brand non è in quella risposta, sei invisibile. Non esisti.
Le 3 Regole della “AI Optimization” (AIO)
Come si entra nella “Golden Answer” dell’IA? Non con le keyword, ma con la semantica e l’autorità.
1. Dati Strutturati come Lingua Madre
Le AI sono macchine voraci di dati, ma pigre nell’interpretazione. Se il tuo sito e-commerce parla la loro lingua (Schema.org, JSON-LD), hai un vantaggio enorme. Non scrivere solo “Camicia di cotone” nel testo. Usa i markup strutturati per dire all’AI: Materiale=Cotone Bio, GSM=180, Certificazione=GOTS. Più il dato è “digeribile” per la macchina, più probabilità hai che venga usato per costruire la risposta.
2. Diventa la Fonte, non solo il Venditore
Le AI generano risposte basandosi sul consenso trovato in rete. Se il tuo brand è citato solo sul tuo sito, l’AI potrebbe dubitare. Se il tuo prodotto è recensito su forum verticali, testate di settore e blog autorevoli, l’AI incrocia i dati e ti assegna un “Trust Score” alto. La Digital PR nel 2026 non serve per i backlink, serve per nutrire il Large Language Model con opinioni positive distribuite.
3. Chiarezza vs Creatività
In passato, i copywriter usavano giochi di parole. Oggi, per la AI Visibility, la chiarezza batte la creatività. Le descrizioni prodotto devono seguire la logica “Domanda-Risposta”.
- Sbagliato: “Un abbraccio di morbidezza per le tue serate.”
- Corretto per AI: “Questa coperta in lana merinos mantiene il calore corporeo fino a 15 gradi ed è ipoallergenica.” L’AI cerca fatti per giustificare la sua raccomandazione all’utente. Datele i fatti.
La nuova metrica: “Share of Model”
Dimenticate la “Share of Voice”. La metrica del futuro è la Share of Model: quante volte, su 100 domande generiche relative alla tua categoria, l’AI menziona il tuo brand? È una metrica brutale, perché il vincitore prende quasi tutto. Ma è qui che si gioca la partita dei prossimi anni.
