Google Core Update Dicembre 2025: Stop Schede Prodotto AI, Vince l’Autenticità

Google ha avviato il rilascio del December 2025 Core Update, l’aggiornamento algoritmico che, tecnicamente e filosoficamente, chiude un anno segnato dall’esplosione dell’Intelligenza Artificiale generativa. L’operazione, iniziata l’11 dicembre e destinata a durare circa due settimane, manda un segnale inequivocabile al mercato e-commerce: il breve periodo della “SEO facile” tramite generazione massiva e incontrollata di contenuti è terminato.

Google Core Update dicembre 2025

La tempistica del rilascio, nel pieno del picco stagionale delle vendite, evidenzia l’urgenza di Mountain View nel ripulire le SERP (pagine dei risultati) da una saturazione di contenuti che, seppur formalmente corretti, mancano di valore reale per l’utente finale.

La Sfumatura Cruciale: Strumento vs. Risultato

È fondamentale, tuttavia, non interpretare questo aggiornamento come un attacco frontale alla tecnologia in sé. Google, che con Gemini è in prima linea nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, non demonizza lo strumento. L’attacco dell’algoritmo è rivolto specificamente all’uso smodato e pigro dell’automazione.

Ciò che viene penalizzato non è il testo scritto con il supporto dell’IA, ma il contenuto creato per fare “numero”, generato a centinaia di unità senza una reale supervisione umana e senza un’anima editoriale. L’IA utilizzata come acceleratore — per strutturare idee, velocizzare la ricerca o ottimizzare la forma — rimane perfettamente accettata, a patto che il risultato finale sia unico e utile.

Quantità vs. Esperienza (E-E-A-T)

La discriminante diventa quindi la “prova di esperienza”. L’algoritmo sembra ora in grado di distinguere con maggiore precisione tra una descrizione prodotto “sintetica” — piatta e priva di insight — e un contenuto che dimostra competenza reale (il principio E-E-A-T: Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness).

Un contenuto, che sia scritto da un essere umano o assistito da una macchina, deve rispondere a una domanda fondamentale: dimostra di conoscere davvero il prodotto? Le descrizioni che si limitano a rielaborare le specifiche tecniche del fornitore tramite un prompt generico vengono ora classificate come prive di valore aggiunto. Al contrario, sopravvivono e vengono premiate le pagine che offrono sfumature che solo una supervisione esperta può garantire.

L’Impatto: Il Crollo delle “Schede Fotocopia”

Il rischio concreto riguarda quindi la visibilità delle schede prodotto standardizzate. Gli store che hanno affidato all’AI la creazione massiva di descrizioni generiche rischiano un declassamento immediato.

Non si tratta solo di una penalizzazione tecnica, ma di un cambiamento strutturale delle regole di ingaggio: Google sta smettendo di indicizzare la ridondanza. Una scheda prodotto priva di dettagli unici o casi d’uso specifici viene considerata “thin content” (contenuto scarso). Lo scenario che si delinea per il 2026 impone un ritorno alla centralità del valore: l’automazione resta un potente alleato per l’efficienza, ma non può più essere il sostituto dell’autorevolezza del venditore.

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