L’e-commerce italiano è di fascia alta

Secondo un rapporto presentato da , la diffusione del commercio elettronico nel nostro paese è ancora inferiore rispetto alla media europea, ma le scelte degli acquirenti sono ben definite

Gli italiani che acquistano sul web non cercano prodotti a prezzi stracciati ma puntano, piuttosto, a risparmiare qualcosa sugli articoli di di fascia alta. È questa la considerazione più importante del rapporto Gfk Internet Sales Forum: la rilevazione ha evidenziato come il mercato italiano dei beni durevoli di consumo abbia totalizzato, nel 2007, un fatturato complessivo di oltre 16 miliardi di euro (Retail Market), con una crescita del 2,9% rispetto al 2006. Di questi 16 miliardi, il 4,4% proviene proprio dal canale dell’on line, che mette così a segno un incremento del 38% rispetto all’anno precedente, per un giro d’affari complessivo di 710 milioni di euro.


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I prodotti ad alta tecnologia trainano la crescita
Il peso del canale on line è aumento in tutti i diversi settori, e rappresenta il 7,7% dell’IT, il 6,5% della fotografia, il 5,5% dell’elettronica di consumo. Diversi i fattori che hanno consentito questo sviluppo dell’e-commerce, secondo Gfk: l’aumento dell’utenza Internet (58% della popolazione italiana), la maggiore confidenza del consumatore nei confronti dei negozi virtuali, grazie anche alla diffusione di carte di pagamento ricaricabili in grado di ridurre i rischi nel processo di addebito della spesa. I prodotti più venduti nel canale on line nel 2007 sono stati i PC portatili (il 14,1% del totale), le TV LCD (12,9%) e i telefoni cellulari (9,9%). Seguono fotocamere digitali (5,8%), cartucce per stampanti (5,2%), e navigatori satellitari (3,9%). Ma in realtà gli articoli che hanno più contribuito al progresso dell’e-commerce italiano nell’ultimo anno sono stati essenzialmente cinque: gli Lcd, i Pc portatili, i lettori Mp4, le fotocamere digitali e i navigatori satellitari, tutti quanti prodotti ad alto contenuto tecnologico. In netto progresso anche il commercio elettronico di piccoli e grandi elettrodomestici. La telefonia portatile, invece, ha accusato una certa flessione rispetto al 2006, nonostante il buon andamento delle vendite degli smartphone.

Le scelte si orientano verso l’alto di gamma
La novità che emerge con chiarezza dal rapporto Gfk è che gli amanti dell’e-commerce sono un target molto appetibile per il marketing: le vendite on line sembrano infatti essere soprattutto concentrate sull’alto di gamma, tanto che la spesa media degli acquisti on line per i beni durevoli di consumo è di 201 euro, contro gli appena 88 euro del commercio tradizionale.


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Su Internet molte più referenze
Una differenza notevole, se si pensa che i prodotti on line tendono comunque ad essere venduti a un prezzo più contenuto rispetto ai negozi tradizionali. Gli acquirenti più esigenti, inoltre, hanno più probabilità di veder soddisfatti i propri desideri su Internet: un negozio virtuale, in media, mette infatti a disposizione dei clienti circa 500 referenze contro le 110 di un punto di vendita tradizionale.


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In aumento il numero degli attori
L’on line, insomma, garantisce un assortimento più consistente di merci e questo è particolarmente apprezzato da chi vuole effettuare un acquisto mirato. Malgrado questa abbondanza, la concentrazione della quota di mercato è più elevata su Internet: in media, le prime 10 marche si prendono il 58% del mercato on line, contro il 49% del canale tradizionale. Per quanto riguarda gli attori in campo, il mondo dell’e-commerce italiano conta oggi 254 siti appositi, un numero decisamente più elevato rispetto ai 190 registrati nel 2006: di questi 254 operatori, 180 operano esclusivamente sul canale Internet, mentre altri 66 possono contare anche su una catena di negozi “reali”.

Resta la distanza dalla media europea
Nonostante i progressi dell’e-commerce italiano segnalati dal rapporto Gfk, la distanza dalla media europea resta comunque ancora notevole: a livello continentale, il peso dell’on line per i prodotti durevoli di consumo è passato dal 6,4% all’8,6%, con punte particolarmente elevate in Gran Bretagna, Germania e Repubblica Ceca.


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Fonte: Il Sole24Ore

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