il 65% delle transazioni avviene da smartphone
Il bilancio di fine anno per il commercio elettronico restituisce un dato che non permette più interpretazioni ambigue: il punto di non ritorno per il mobile commerce è stato superato. Secondo le ultime rilevazioni di Statista Market Insights e il report annuale della GSMA, nel 2025 la quota di transazioni completate da dispositivi mobili ha raggiunto il 65% del volume totale globale.
Questo valore non descrive più solo una tendenza alla consultazione o alla ricerca informativa in mobilità, ma certifica lo smartphone come lo strumento preferito per la finalizzazione dell’acquisto. Se fino a pochi anni fa il desktop manteneva il primato per gli acquisti complessi o di valore elevato, oggi l’abbattimento delle barriere tecniche e psicologiche ha uniformato i comportamenti d’acquisto tra le diverse categorie merceologiche.
I motori del sorpasso: Wallets, Social Commerce e AI
Tre pilastri fondamentali hanno sostenuto questa accelerazione nell’ultimo biennio, trasformando lo smartphone in un ecosistema di vendita autosufficiente:
- Diffusione dei Digital Wallets: L’integrazione nativa di sistemi come Apple Pay e Google Pay ha ridotto l’attrito al checkout. La possibilità di pagare con un riconoscimento biometrico ha eliminato la necessità di inserire manualmente i dati della carta, fattore che storicamente penalizzava il tasso di conversione mobile.
- Maturità del Social Commerce: Piattaforme come TikTok e Instagram hanno perfezionato i propri sistemi di checkout interno. I consumatori non “escono” più dall’applicazione per acquistare, riducendo i passaggi della customer journey e sfruttando l’impulso immediato generato dai contenuti video.
- Personalizzazione tramite Intelligenza Artificiale: Gli algoritmi di raccomandazione, ottimizzati per interfacce verticali, propongono prodotti con una precisione tale da rendere la navigazione su schermi ridotti meno dispersiva e più orientata all’acquisto immediato.
Perché il “Mobile-First” non è più sufficiente per i merchant
Per gli e-commerce manager e gli imprenditori digitali, questo scenario richiede un cambio di paradigma. Non si tratta più semplicemente di avere un sito web responsive, ma di progettare l’intera infrastruttura attorno ai limiti e alle potenzialità del mobile.
Le analisi indicano che una latenza superiore ai due secondi nel caricamento di una pagina mobile causa un abbandono immediato nel 40% dei casi. Inoltre, la gerarchia delle informazioni deve privilegiare la velocità d’azione: il tasto “Aggiungi al carrello” e le opzioni di pagamento rapido devono occupare la posizione dominante nel above the fold dello schermo dello smartphone.
I merchant devono prestare attenzione alla gestione della fiducia. Sebbene le transazioni siano in crescita, la sicurezza percepita resta un nodo critico. L’adozione di protocolli di autenticazione forte e la trasparenza nel trattamento dei dati sono elementi che differenziano le piattaforme autorevoli dai marketplace a basso costo che stanno inondando il mercato.
Oltre lo schermo: l’integrazione con il retail fisico
Il sorpasso del mobile commerce non implica la scomparsa del negozio fisico, ma ne ridefinisce il ruolo. I dati Confesercenti-Ipsos di fine 2025 evidenziano come lo smartphone sia diventato il ponte tra online e offline: il consumatore medio confronta i prezzi in tempo reale mentre si trova davanti allo scaffale, o utilizza il mobile per il servizio di click and collect.
Le aziende che ignorano questa ibridazione rischiano di trovarsi con magazzini statici e tassi di conversione in calo. La sfida per il 2026 risiede nella capacità di unificare i dati provenienti dal mobile con quelli dei punti vendita fisici, creando un profilo utente unico e coerente.
Riferimenti interni e approfondimenti
Per una comprensione completa delle dinamiche che stanno influenzando il mercato italiano, è utile consultare l’analisi sulla Banda ultralarga in Italia e il recente report sulle Inchieste UE riguardanti le violazioni del DSA, che impattano direttamente sulla sicurezza degli acquisti mobile.
La crescita del mobile commerce non è una fase transitoria, ma la nuova base strutturale su cui poggia l’intero settore delle vendite digitali. L’adattamento tecnologico e strategico a questa realtà rappresenta la priorità assoluta per garantire la sostenibilità dei margini nel prossimo anno fiscale.
