Vendere fuori dai confini dell’Unione Europea rappresenta oggi il vero motore di crescita per il Made in Italy digitale. Tuttavia, chiunque abbia spedito un paio di scarpe a New York o una borsa a Londra sa che il vero incubo non è la vendita, ma il reso. Spesso, quando un prodotto venduto negli USA, in Svizzera o nel Regno Unito torna al mittente italiano (perché rifiutato, difettoso o per un semplice cambio taglia), la Dogana lo tratta tecnicamente come una normale “importazione”, applicando dazi e IVA sul valore dichiarato. Il risultato è paradossale e finanziariamente insostenibile: il merchant si trova a pagare le tasse sulla sua stessa merce, erodendo completamente il margine della vendita originale.
Con l’entrata in vigore del nuovo Pacchetto Doganale UE 2026 e l’piena operatività del sistema ICS2 Release 3, le procedure per la cosiddetta “Reintroduzione in Franchigia” (Returned Goods Relief) vengono finalmente armonizzate e digitalizzate. Una boccata d’ossigeno per gli esportatori, a patto di rispettare rigorosamente i nuovi requisiti di tracciabilità digitale.
La prova dell’identità: addio carta, benvenuto MRN
Il principio normativo di base resta invariato (art. 203 del Codice Doganale dell’Unione): se la merce reintrodotta nel territorio doganale dell’Unione è la stessa che è stata esportata e si trova nello stesso stato, essa è esente dai dazi all’importazione, a condizione che il rientro avvenga entro 3 anni.
La vera rivoluzione del 2026 riguarda la prova. Fino a ieri, per dimostrare che “quella scarpa è proprio quella che ho spedito io”, serviva una complessa documentazione cartacea (spesso il modulo INF3 vistato dalla dogana di uscita) o prove alternative che venivano valutate a discrezione del funzionario doganale. Da oggi, la prova diventa esclusivamente digitale. Grazie all’interoperabilità dei sistemi doganali europei, il merchant deve fornire nella dichiarazione di importazione (il reso) il riferimento univoco della dichiarazione di esportazione originale: l’MRN (Movement Reference Number).
Il sistema doganale incrocia automaticamente i dati: se l’MRN di uscita esiste e corrisponde alla merce in entrata, la franchigia viene applicata istantaneamente (“Green Lane”). Se il dato manca o è errato, scatta il dazio pieno e potenzialmente un controllo fisico.
I 3 requisiti tassativi per l’esenzione totale
Per beneficiare dell’esenzione ed evitare sanzioni, i merchant devono garantire tre condizioni operative:
- Tracciabilità MRN Bidirezionale: Il corriere espresso o lo spedizioniere che gestisce il reso deve inserire obbligatoriamente nel campo dedicato della bolla doganale di rientro l’MRN della spedizione di andata. Questo richiede che il merchant conservi e comunichi questo dato al cliente o al corriere nel momento in cui autorizza il reso (RMA). Senza questo “link” digitale, il sistema non perdona.
- Inalterabilità del Bene: Il prodotto non deve aver subito manipolazioni all’estero, oltre a quelle necessarie per mantenerlo in buono stato o per l’ispezione (es. la semplice prova dell’abito). Se il prodotto è stato riparato, modificato o migliorato fuori UE (es. un orologio inviato in Svizzera per aggiungere diamanti), non si applica la franchigia totale ma il regime di Perfezionamento Passivo, che tassa il valore aggiunto.
- Tempistica: Il rientro deve avvenire entro 3 anni dall’uscita.
Attenzione ai “Resi Massivi” dai Marketplace (Amazon FBA)
Una nota di attenzione specifica riguarda chi vende tramite marketplace come Amazon FBA Pan-Europeo (che include UK) o FBA USA. Spesso i marketplace consolidano i resi dei venditori in grandi pallet misti (“Resi Massivi”) che vengono spediti indietro una volta al mese. Le nuove regole 2026 sono severe su questo punto: se il pallet contiene merce mista proveniente da diverse spedizioni originali, ogni singolo articolo (o SKU) deve essere riconciliabile al suo specifico MRN di uscita. Una dichiarazione generica “Resi vari” non è più accettata e porta al blocco dell’intero carico.
Il consiglio per gli eCommerce Manager è di lavorare fin da subito con i propri partner logistici o broker doganali per implementare servizi di “reconciliation automatizzata”, assicurandosi che il flusso dati (l’MRN) viaggi sempre insieme al flusso fisico della merce. Solo così il reso smetterà di essere un costo occulto e tornerà ad essere una normale operazione di servizio al cliente.
