Riutilizzo dei prodotti, nuova direttiva UE

La Commissione europea ha stabilito nuove regole per promuovere il riutilizzo dei beni acquistati, al fine di favorire una maggiore tutela dell'ambiente e dei consumatori

La direttiva che modifica il regolamento (UE) 2017/2394, le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828 ha come obiettivo promuovere il riutilizzo dei beni acquistati dai consumatori al fine di favorire una maggiore tutela dell'ambiente e dei consumatori.
Fino ad oggi è stata sempre favorita, al manifestarsi di , la sostituzione di prodotti quali pc, smartphone ed elettrodomestici. Ora l'obiettivo è attuare un piano di incentivazione per favorire il loro riutilizzo e riciclo.
Oggi il diritto di garanzia e di riparazione è riconosciuto entro i due anni dall'acquisto del bene; con il nuovo regolamento l'obiettivo sarebbe estendere questo periodo tra i 5 e i 10 anni.

Diritti del consumatore

Gli Stati membri hanno l'obbligo di rendere attuabile la norma che prevede l'informativa del consumatore – tramite specifico modulo prestabilito a livello europeo – sulla possibilità di richiedere la riparazione del prodotto danneggiato. Tale modulo deve essere chiaro e deve indicare tutti i dettagli che riguardano la riparazione tra cui identità, indirizzo e contatti del riparatore, bene oggetto della riparazione, natura del difetto e tipo di riparazione suggerita, costo della riparazione o, se non è possibile stabilirlo a priori, i criteri utilizzati per individuare il prezzo e il tetto massimo di spesa che può essere raggiunto.

Il riparatore non deve modificare  le condizioni indicate per un periodo di 30 giorni dalla data in cui il modulo è stato fornito al consumatore, a meno che i due attori non concordino diversamente.

Obbligo di riparazione per le imprese

Il produttore ha l'obbligo di riparare quei beni per cui sono individuati requisiti di riparabilità; eventualmente il produttore può delegare la riparazione a terzi, adempiendo comunque all'obbligo. E' inoltre tenuto a offrire pezzi di ricambio per i prodotti ancora in garanzia.

I produttori devono infine informare i consumatori del loro diritto alla riparazione e offrire informazioni sui connessi in maniera chiara e accessibile attraverso l'uso di una specifica piattaforma.

Piattaforma online per riparazioni e beni soggetti a ricondizionamento

Oltre a incentivare le imprese alla riparazione, il Regolamento agevola il lavoro dipendente attraverso l'utilizzo di un portale che favorisce l'incontro tra consumatori e singoli riparatori. La registrazione su questa piattaforma è volontaria, non solo per i venditori di beni soggetti a ripristino ma anche per gli acquirenti che vogliano eventualmente chiedere una riparazione.
L'accesso per i consumatori è gratuito e potrebbero avere maggiori informazioni circa le condizioni di riparazione di ciascun dispositivo, il prezzo massimo e il tempo necessario, e potrebbero quindi confrontare diverse offerte.

Sanzioni

Saranno i singoli Stati membri dell'Unione a stabilire le sanzioni in caso di inosservanza della presente . Tale proposta è ancora in fase di consultazioni e quindi non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale europea; i Paesi avranno tempo 24 mesi dall'entrata in vigore del Regolamento per emanare disposizioni che recepiscono tale direttiva.

Questa nuova possibilità prevista dalla Commissione ha un enorme impatto sulla sostenibilità, grazie alla messa in atto di best practice di economia circolare. Stabilire cioè norme certe e definite in tale ambito, tutela i consumatori a cui viene riconosciuto questo diritto e permette alle imprese e riparatori di avere un piano d'azione unificato e omogeneo da osservare.

Cosa ne pensa il Comitato per il Mercato Interno

Il Comitato per il Mercato Interno ha espresso la sua posizionehttps://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20231023IPR08160/right-to-repair-incentives-for-consumers-to-repair-rather-than-replace in merito proprio lo scorso 25 ottobre. I deputati puntano a offrire incentivi per rendere la riparazione più conveniente per i consumatori grazie all'estensione della garanzia legale di un anno per i prodotti riparati; dovranno essere inoltre gli Stati Membri a prevedere voucher e fondi nazionali per favorire tale misura.Gli ulteriori obblighi previsti dal Comitato riguardano i produttori che sono tenuti a riparare il bene anche se non rientra nella garanzia legale (cioè per i difetti originari che si manifestano nell'arco dei 24 mesi e non per i difetti sopravvenuti), inoltre le riparazioni devono poi essere effettuate in un tempo ragionevole e offrire prodotti sostituti ai consumatori. Se un prodotto non può essere riparato, i produttori potrebbero invece offrire uno ricondizionato.

Tale progetto di legge sarà votato dagli eurodeputati in sessione plenaria tra il 20 e il 23 novembre. Dopo l'espressione della posizione del Consiglio, saranno avviati i negoziati per la redazione del testo finale.

Redazione

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