DHL investe 200 milioni nell’automazione: la logistica europea si prepara all’ondata “Ultra-Fast”

La logistica e-commerce non è più un gioco di camion e scatoloni, ma di dati e robotica. DHL ha annunciato un piano di investimenti straordinario da 200 milioni di euro destinato esclusivamente all’aggiornamento tecnologico dei suoi hub di smistamento europei.

La mossa del gigante tedesco non è casuale, ma risponde a una pressione operativa senza precedenti. L’esplosione dei volumi generati dai marketplace “direct-from-factory” (come Temu e Shein) e l’aspettativa dei consumatori per consegne Next Day anche su tratte transfrontaliere hanno reso obsoleti i vecchi modelli di smistamento manuale.

Robotica contro i picchi di volume

Il cuore dell’investimento riguarda l’installazione di sistemi di smistamento automatizzato di nuova generazione (AI-driven sorters) e flotte di robot mobili autonomi (AMR) all’interno dei magazzini. Fino ad oggi, i picchi stagionali (Black Friday, Natale) o le improvvise ondate di ordini dovute a trend virali venivano gestiti assumendo personale temporaneo. Una soluzione costosa e spesso inefficiente, soggetta a errori umani e limiti fisici.

Con i nuovi hub automatizzati, DHL punta a rendere la propria capacità “elastica”. Le macchine possono lavorare 24 ore su 24 senza cali di rendimento, gestendo pacchi di dimensioni sempre più ridotte e irregolari (i classici sacchetti morbidi cinesi che spesso inceppano i nastri trasportatori tradizionali progettati per scatole rigide).

Cosa cambia per i merchant italiani

Per chi spedisce dall’Italia verso l’Europa, questo upgrade infrastrutturale promette due vantaggi competitivi tangibili:

  1. Cut-off time estesi: Grazie alla velocità di smistamento notturno, i corrieri potranno ritirare la merce dai magazzini dei merchant anche più tardi nella giornata (es. alle 19:00 invece delle 17:00), garantendo comunque l’inserimento nel network per la consegna il giorno successivo.
  2. Tracciabilità granulare: I nuovi scanner ottici abbinati all’intelligenza artificiale permetteranno di tracciare non solo la posizione del pacco, ma anche le sue condizioni fisiche (rilevando danni all’imballaggio in tempo reale prima della consegna al cliente finale).

“L’automazione non è un’opzione, è l’unico modo per mantenere i prezzi delle spedizioni sostenibili in un mercato dove il costo del lavoro umano è in crescita e i volumi raddoppiano ogni tre anni”, si legge nella nota tecnica rilasciata dal gruppo. Per l’e-commerce europeo, è il segnale definitivo: la battaglia con i giganti asiatici si vince (o si perde) nell’efficienza tecnologica dell’ultimo miglio.

Redazione Linea e-Commerce

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