È arrivata la data ufficiale che segna la fine del programma di commingling nei centri logistici Amazon. A partire dal 31 marzo 2026, il colosso di Seattle dismetterà la pratica dello stoccaggio condiviso, che permetteva a venditori diversi di far confluire prodotti identici in un unico bacino logistico basandosi sul solo codice a barre del produttore.
La decisione impone una svolta strutturale nella gestione FBA (Fulfilled by Amazon): ogni singola unità stoccata dovrà essere tracciabile e riconducibile univocamente al venditore che l’ha inviata. Si passa dunque da un modello di “inventario virtuale condiviso” a uno di “segregated inventory” (inventario segregato).
Reseller: l’obbligo dell’etichetta FNSKU
Per i rivenditori terzi (Reseller), questo comporta l’obbligo tecnico di applicare un’etichetta proprietaria Amazon (FNSKU) su ogni confezione, non essendo più sufficiente il codice EAN originale per la gestione logistica.
Si tratta di una misura difensiva necessaria per sradicare il fenomeno della contraffazione: in passato, infatti, un prodotto non autentico inviato da un venditore scorretto poteva essere spedito a un cliente che aveva acquistato da un merchant onesto, a causa della mescolanza fisica degli stock negli scaffali dei magazzini (il cosiddetto stickerless commingling).
Brand Owner: la via del Virtual Tracking
Diversa la posizione dei Brand Owner iscritti al registro marchi (Amazon Brand Registry): per loro resterà attivo il virtual tracking. Questo sistema permette di mantenere l’uso dei codici produttore standard garantendo, via software, la separazione logica della merce, esentandoli dall’onere della ri-etichettatura manuale, purché il codice a barre stampato sul packaging sia univoco.
Il nodo GS1 vs Codici Amazon
La riforma logistica di Amazon riaccende i riflettori sulla differenza sostanziale tra l’identificazione del prodotto e quella della proprietà della merce.
Al centro del sistema commerciale globale c’è GS1 (Global Standards 1), l’ente internazionale che rilascia i codici GTIN (Global Trade Item Number), noti visivamente come codici a barre EAN o UPC. Il codice GS1 risponde alla domanda: “Che cos’è questo prodotto?” (es. una specifica crema viso da 50ml). È un identificativo universale e statico.
L’etichetta FNSKU (Fulfillment Network Stock Keeping Unit), imposta ora da Amazon a gran parte dei venditori, risponde invece alla domanda: “Di chi è questo specifico pezzo?”. Dal 2026, la logistica non si accontenterà più di sapere “cosa” viene spedito, ma pretenderà di certificare fisicamente, tramite etichettatura dedicata, la provenienza di ogni singola unità per garantire una filiera a prova di audit.
