La Commissione Europea ha pubblicato i dati consolidati del VAT Gap Report 2025, fornendo un’istantanea dettagliata sullo stato della riscossione dell’IVA all’interno dell’Unione. Il dato più rilevante per il comparto digitale riguarda la drastica riduzione del divario fiscale nel settore del commercio elettronico transfrontaliero, un risultato direttamente attribuibile alla piena maturità dei sistemi OSS (One Stop Shop) e IOSS (Import One Stop Shop).
Il “VAT Gap” — ovvero la differenza tra l’IVA attesa e quella effettivamente riscossa — ha registrato una contrazione significativa, segnando un recupero di efficienza che non si vedeva dal 2021. Questo trend conferma che la semplificazione burocratica, se correttamente implementata, agisce come il più potente acceleratore di compliance fiscale per le imprese del mercato unico.

I numeri della compliance: l’effetto IOSS sui pacchi extra-UE
Il report evidenzia come il sistema IOSS abbia neutralizzato gran parte delle storiche falle del sistema doganale. Prima della sua introduzione, una percentuale rilevante di pacchi dal valore inferiore a 22 euro entrava in Europa dichiarando valori falsi per evitare dazi e IVA.
I dati del 2025 mostrano fatti inequivocabili:
- Recupero Fiscale: Le entrate IVA derivanti dal sistema IOSS sono cresciute del 15% su base annua, superando le previsioni della Commissione.
- Tracciabilità: Oltre l’88% delle transazioni B2C extra-UE sotto i 150 euro è ora gestito tramite portale IOSS, garantendo che l’imposta venga riscossa direttamente al punto vendita.
- Riduzione delle sanzioni: Le ispezioni doganali hanno rilevato un calo del 22% delle dichiarazioni di valore fraudolente rispetto al biennio precedente.
Impatto per i merchant italiani ed europei
Per i merchant che operano correttamente all’interno dell’Unione, questi numeri non rappresentano solo un dato statistico, ma una vittoria competitiva. La riduzione del VAT Gap significa che una quota sempre maggiore di operatori extra-comunitari è ora costretta a competere “ad armi pari”, includendo l’IVA nei prezzi finali al pari dei venditori europei.
Tuttavia, il report lancia anche un monito: la complessità normativa rimane la barriera principale per le PMI. Sebbene l’evasione intenzionale sia in calo, il “Gap” residuo è spesso causato da errori amministrativi o ritardi nei rimborsi IVA transfrontalieri.
Verso l’IVA unica e automatizzata
Il futuro delineato dalla Commissione nel report punta verso la “VAT in the Digital Age” (ViDA). L’obiettivo dichiarato è l’estensione dell’OSS a tutte le operazioni B2C rimanenti e l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria per le transazioni intracomunitarie.
I fatti esposti nel documento 2025 suggeriscono che la direzione intrapresa è corretta: la digitalizzazione della riscossione non solo aumenta il gettito per gli Stati membri, ma stabilizza il mercato dell’e-commerce, punendo i free-rider e premiando chi investe in compliance e trasparenza.
🔍 l’e-Commerce italiano e la sfida del VAT Gap
L’Italia si conferma uno dei mercati più dinamici ma anche più complessi sul fronte della riscossione IVA. Secondo i dati estratti dal VAT Gap Report 2025, il nostro Paese ha mostrato segnali di miglioramento superiori alla media UE, grazie soprattutto a una digitalizzazione spinta dei processi doganali e all’adozione capillare della fatturazione elettronica.
I punti chiave per il mercato italiano:
- Riduzione del Gap Nazionale: L’Italia ha ridotto il proprio divario fiscale nel comparto e-commerce di circa 2 punti percentuali nell’ultimo anno, un segnale che le verifiche automatizzate incrociate tra database nazionali e portale IOSS stanno funzionando.
- Il ruolo di AICEL: La spinta verso la compliance non è solo normativa. L’adozione di standard elevati da parte dei merchant associati ha contribuito a creare un ecosistema dove la correttezza fiscale è percepita come un asset competitivo, riducendo l’incidenza di errori formali che spesso alimentano il “gap” involontario.
- Sfide residue: Nonostante i progressi, l’Italia rimane sotto osservazione per quanto riguarda i tempi di rimborso dell’IVA transfrontaliera. Per i merchant italiani che esportano in UE, la semplificazione burocratica rimane la priorità numero uno per evitare tensioni finanziarie.
