Dopo l’esplosione e il declino del 2022, la consegna ultra-rapida torna matura e profittevole. I big player si muovono per conquistare la “spesa d’impulso” non alimentare.
Sembrava una bolla esplosa post-pandemia, invece il Quick Commerce (Q-Comm) si stava solo riorganizzando. Il 2026 si apre con due mosse strategiche che ridefiniscono la logistica urbana europea.
Amazon “Now”: il ritorno del gigante
A Londra è partito silenziosamente il test di Amazon Now (da non confondere con il vecchio Prime Now). La differenza è sostanziale: non più grandi magazzini periferici, ma una rete di micro-hub automatizzati nei centri città, riforniti nottetempo dai robot. L’obiettivo? Consegnare un paniere di 5.000 prodotti “essenziali” (dai caricatori per iPhone ai pannolini, fino agli ingredienti per la cena) in meno di 45 minuti, con un costo di servizio azzerato per gli abbonati Prime Tier 2. Se il test londinese avrà successo, il modello verrà replicato a Parigi e Milano entro fine anno.
La metamorfosi di Wolt
Dall’altra parte della barricata, la piattaforma finlandese Wolt (gruppo DoorDash) ha ufficializzato il suo rebranding operativo. L’app non è più classificata negli store come “Cibo e Bevande”, ma come “Shopping”. Wolt ha aperto la sua flotta di rider ai negozi di elettronica, abbigliamento e cosmetica. Un negozio di scarpe di centro città può ora usare Wolt per consegnare un paio di sneakers al cliente dall’altra parte della città in 30 minuti, bypassando i corrieri tradizionali che richiedono 24/48 ore.
L’impatto sul Retail locale
Questa convergenza tra e-commerce tradizionale e delivery istantaneo crea un’opportunità unica per i negozi fisici di prossimità. Invece di temere l’e-commerce, possono diventarne i “nodi logistici” più veloci.
Il consumatore del 2026 non pianifica, se rompe le cuffie prima di una call, le vuole subito e chi riesce a portargliele in mezz’ora vince la vendita, indipendentemente dal prezzo offerto.
