DUAA Digitale: la dogana dice addio alla carta. Se il dato non è perfetto, la merce non parte

Per decenni, l’immagine simbolo delle spedizioni internazionali è stata quella del fascicolo di documenti pinzato al pacco o consegnato all’autista del camion. Quel mondo è ufficialmente finito. Con l’entrata a regime delle nuove specifiche tecniche del Codice Doganale dell’Unione (UCC) e l’attivazione della Sezione 138 relativa alla validazione dei dati digitali, il DUAA (Documento Unico Amministrativo) cessa di essere un “pezzo di carta” e diventa, a tutti gli effetti, un puro dataset.

Non si tratta solo di ecologia o di risparmio di carta. Si tratta di un cambio di paradigma nella responsabilità: la dogana non “legge” più, la dogana “processa”.

La Sezione 138: l’integrità del dato è tutto

La novità più impattante per gli eCommerce Manager e i Responsabili Logistica riguarda l’applicazione rigida dei controlli di validazione previsti dalla Sezione 138. Fino a ieri, un errore formale su un documento cartaceo (una casella barrata male, un peso leggermente inesatto) poteva spesso essere corretto “a penna” o gestito con una certa flessibilità dall’operatore doganale in frontiera.

Nel nuovo ecosistema Paperless Customs 2026, il controllo è algoritmico e preventivo. Il sistema informatico doganale (AIDA 2.0 in Italia, integrato con i sistemi centrali UE come AES) valida il file XML inviato dal merchant o dallo spedizioniere prima che la merce arrivi fisicamente al varco. Se il dataset non rispetta la sintassi della Sezione 138 – ad esempio se manca il codice TARIC a 10 cifre o se c’è un’incongruenza tra peso lordo e netto – la dichiarazione viene scartata istantaneamente. Risultato: la merce non viene sdoganata, il corriere non ritira, o peggio, il camion viene bloccato all’uscita del magazzino.

L’impatto sull’operatività E-commerce

Per chi gestisce un e-commerce che vende extra-UE (UK, USA, Svizzera, Giappone), questo significa che l’integrazione tra il proprio ERP/WMS e il software dello spedizioniere deve essere totale e priva di frizioni.

  1. Stop ai PDF allegati: Non basta più inviare la fattura commerciale in PDF al corriere. I dati della fattura (valore, origine, descrizione merce) devono essere “iniettati” direttamente nel sistema di shipping via API per generare il DUAA digitale.
  2. Responsabilità del dato: Con la digitalizzazione, la tracciabilità dell’errore è assoluta. Se si dichiara un codice doganale errato per risparmiare dazio, non è più un “errore di trascrizione”, ma un dato falso tracciato digitalmente. Le sanzioni scattano in automatico.
  3. Velocità vs Precisione: Il vantaggio del sistema è la velocità (sdoganamento pre-clearing in pochi secondi), ma il prezzo da pagare è la precisione assoluta.

Verso il “Single Window”

Questo passaggio è un tassello fondamentale verso l’obiettivo europeo del Single Window Environment: un unico portale digitale dove le imprese caricano i dati una volta sola per soddisfare tutte le formalità (doganali, sanitarie, agricole). La carta sparisce per lasciare spazio all’efficienza. Ma per le aziende non strutturate digitalmente, il rischio è che sparisca anche la possibilità di spedire.

Redazione Linea e-Commerce

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