Il colosso di Menlo Park avvia il roll-out nel Vecchio Continente. Gli agenti AI non si limitano più a rispondere, ma “agiscono”: cercano, confrontano e comprano per conto dell’utente.
La promessa del “Conversational Commerce” diventa realtà operativa. Meta ha annunciato l’avvio del rilascio in Europa dei suoi nuovi Shopping Agents, assistenti basati su intelligenza artificiale integrati direttamente in WhatsApp e Messenger, capaci di gestire l’intero ciclo di acquisto in autonomia.
La novità, anticipata negli scorsi mesi negli USA, rappresenta un cambio di paradigma radicale per il commercio elettronico. Se fino a ieri l’interazione su WhatsApp Business era limitata al supporto clienti o a notifiche push unidirezionali, oggi l’applicazione diventa un vero e proprio browser d’acquisto attivo.
Come funzionano gli Agenti La tecnologia, potenziata dai nuovi modelli Llama 3 rilasciati da Meta, permette all’utente di esprimere un bisogno complesso in linguaggio naturale (es: “Cercami un paio di scarpe da running sotto i 100€, misura 42, con consegna entro venerdì”). L’agente AI non si limita a fornire un link, ma interroga i cataloghi dei merchant connessi, filtra le opzioni in base a disponibilità e tempi di logistica, e presenta una selezione curata direttamente in chat. Una volta effettuata la scelta, il pagamento può essere finalizzato senza mai lasciare l’app, grazie all’integrazione con i wallet digitali.
Per le aziende e-commerce, questa evoluzione impone una revisione immediata delle strategie di integrazione dati. Non basta più avere un sito ottimizzato per il mobile; è necessario esporre il proprio catalogo prodotti (feed) in modo che sia “leggibile” dagli agenti di Meta. “La visibilità non dipenderà più solo dal posizionamento SEO su Google,” spiegano gli analisti, “ma dalla capacità di fornire dati strutturati – come giacenze in tempo reale e costi di spedizione precisi – che l’agente AI possa processare in millisecondi per rispondere all’utente”.
Il lancio europeo arriva dopo un lungo lavoro di adeguamento al Digital Markets Act (DMA). Meta ha dovuto garantire che gli Shopping Agents non favoriscano indebitamente determinati partner commerciali e che i dati delle transazioni siano gestiti nel pieno rispetto del GDPR. L’utente avrà sempre la possibilità di visualizzare le fonti originali dei prodotti e di disattivare i suggerimenti automatici.
Con questa mossa, Meta sfida apertamente Amazon e Google sul terreno della “discovery” di prodotto, scommettendo che il futuro dello shopping non sia nella barra di ricerca, ma in una conversazione tra amici… o tra agenti intelligenti.
