eCommerce chiusi la domenica? Di Maio rilancia la proposta

“Materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali”: questo il titolo della a firma

presentata il 17 Aprile e esaminata in commissione lo scorso 6 settembre.

Chiusi la DOmenicaLa proposta di legge presentata vorrebbe abrogare quanto già fatto in termini di deregulation del mercato e riportare l’Italia alla situazione esistente prima del decreto Monti del 2011.
In particolare la proposta mira alla reintroduzione del rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio. 

La motivazione è duplice: da un lato si vorrebbe far riconoscere al lavoratore il diritto soggettivo
di astenersi dal lavoro in occasione delle festività, dall’altro tutelare i piccoli esercenti che non potendo  contare su una risorsa di personale consistente, soccombono alla concorrenza dei grandi esercenti.

In tutto questo cosa c’entra l’ecommerce?

Il commercio elettronico è espressamente citato in fase di introduzione della proposta di legge oltre che essere espressamente richiamato con riferimento a specifici decreti che lo vedono come forma speciale di vendita.

Infatti, nella proposta di legge presentata si legge:

l’ambito di applicazione delle disposizioni proposte è riferito a tutti gli esercizi commerciali, comprese le forme speciali di vendita al dettaglio e legate all’e-commerce di cui all’articolo 4, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

L’introduzione alla proposta di legge poi continua:

Si intende, quindi, che nei giorni festivi il consumatore potrà continuare a collegarsi ai siti di e-commerce, scegliere e completare l’ordine di un prodotto, ma dovrà essere chiaro che l’attività commerciale in questione, se si svolge in Italia, non sarà esercitata in alcune delle sue fasi.

Per gli eCommerce non si tratterebbe quindi di una chiusura del sito web, ma di un blocco totale delle operazioni di elaborazione, preparazione e spedizione dell’ordine.

Sicuramente una proposta che impatterà moltissimo sui big player e i marketplace che raccolgono e preparano gli ordini 24 ore al giorno su 7 giorni alla settimana ma che in diversi modi e in diversa misura influenzerà anche le migliaia di attività di vendita on-line.

L’, l’, non ha mai nascosto la propria contrarietà a qualsiasi norma che limiti la libera iniziativa. Lo scorso luglio ha lanciato un sondaggio sulla piattaforma facebook. “Abbiamo semplicemente chiesto cosa ne pensassero i nostri soci e operatori sulla proposta di legge Crippa. Abbiamo solo riportato la parte delle proposta che disciplinava il blocco delle operazioni e chiesto “se d’accodo o in disaccordo. Il risultato non lascia dubbi: 83% degli intervistati si è dichiarato contrario a questa limitazione.” ci racconta Andrea Spedale, Presidente dell’Associazione.

“Mentre in Italia si discute se l’online sia concorrente dell’offline, se sia giusto o meno avere i negozi aperti nei festivi, l’Europa va spedita verso il e sposta la sfida sul piano europeo. Chi vede l’online come concorrente del tradizionale e lo vuole limitare, dimostra solo la propria cecità.  Il consumatore non distingue, sceglie il canale e il contesto che gli semplifica la vita.

Se non può soddisfare un bisogno nel negozio fisico, farà una prima ricerca on-line sui siti dei merchant italiani e, se le condizioni offerte non saranno allineate a quelle dei portali internazionali, continuerà la sua ricerca oltre i confini nazionali. On-line le distanze sono nulle, basta un click! La cura non è la battaglia ma l’alleanza fra mondo tradizionale e digitale”

Il blocco delle fasi operative nei giorni festivi -preparazione e spedizione- potrebbe paradossalmente fornire un vantaggio competitivo ai big player trasfrontalieri.
Mentre i negozi tradizionali saranno chiusi e i merchant italiani dovrà attendere il primo giorno feriale utile per spedire la merce, il competitor al confine potrà tranquillamente ricevere l’ordine, elaborarlo, spedirlo e probabilmente anche riuscire a effettuare la consegna del bene nel giorno successivo all’ordine.

E’ indubbio: un consumatore che non potrà soddisfare un bisogno nei canali tradizionali, lo cercherà online. Ma bloccare l’on-line italiano è davvero una soluzione? Creare il ‘mostro’ eCommerce è davvero la cura ai malanni del commercio tradizionale?

La paura sembrerebbe essere dover essere costretti a dire: operazione riuscita, il paziente è morto!

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *